LE NOVITÀ IN TEMA DI BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ E STANDARDS DI RENDICONTAZIONE SOSTENIBILE

Il bilancio di sostenibilità sta diventando un documento quasi indispensabile per le imprese: esso permette di comunicare i risultati raggiunti sulle tematiche legate alla responsabilità ambientale e sociale e di assolvere così alle innumerevoli pressioni esercitate dagli stakeholders, che richiedono una sempre maggiore trasparenza e maggiori informazioni.

Con la Direttiva 2022/2464/UE (Corporate Sustainability Reporting Directive, o CSRD), che ha modificato la Direttiva 2014/95/UE (Non-Financial Reporting Directive, o NFRD), la Commissione Europea ha voluto in particolare estendere gli obblighi sulla rendicontazione di sostenibilità e ha incaricato l’EFRAG di redigere degli standards di rendicontazione sostenibile europei(ESRS).

Che cosa richiede la Direttiva 2022/2464/UE?

La Direttiva impone ai soggetti obbligati di produrre una Rendicontazione sulla Sostenibilità (Sustainability Reporting),redatta conformemente agli European Sustainabilty Reporting Standard (ESRS), specificando con maggior dettaglio il contenuto dell’informativa e prevedendo un obbligo di revisione legale sulla stessa.

A chi si rivolge?

Una delle principali novità riguarda l’ampliamento della platea di soggetti interessati dall’obbligo di rendicontazione: si stima infatti che nell’Unione Europea saranno quasi 50.000, contro gli attuali 11.700 obbligati dalla attuale Direttiva 2014/95/UE.

In particolare, apriranno la strada gli enti già interessati dalla Non-Financial Reporting Directive (quindi enti di interesse pubblico e grandi società quotate con almeno 500 dipendenti), i quali dovranno redigere il report di sostenibilità secondo le nuove regole a partire dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2024.

Viene dato più tempo invece alle società di grandi dimensioni non ancora soggette ad obblighi di rendicontazione, che si dovranno adeguare a partire dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2025. Ultime saranno le piccole-medie imprese di interesse pubblico, che inizieranno a redigere l’informativa a partire dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2026 (per esse è prevista inoltre la possibilità di posticipare l’adempimento di due anni, al 1° gennaio 2028, dandone motivazione).

Quali informazioni devono essere comunicate e come devono essere comunicate?

Nel dettaglio, il bilancio di sostenibilità dovrà contenere informazioni su:

  • modello di business e strategie aziendali in materia di sostenibilità;
  • ruolo assunto dagli organi di amministrazione con riferimento ai temi ESG;
  • rapporti con gli stakeholders;
  • procedure utilizzate nella gestione dei rischi;
  • descrizione della due diligence in tema ESG.

La rendicontazione non rappresenterà un documento a sé stante ma dovrà essere contenuta all’interno della Relazione sulla Gestione, e verrà redatta nel formato elettronico unico di comunicazione ESEF, con obbligo di marcatura XBRL.

Gli standards ESRS

Per consentire maggiore comparabilità e verificabilità delle informazioni contenute nei report, la Commissione Europea ha previsto che debbano essere seguiti degli standards appositamente predisposti dall’EFRAG, approvati in via definitiva il 31 luglio 2023 con un atto delegato della Commissione.

Gli standards sono suddivisi in 12 documenti, 2 di carattere generale, 5 dedicati ai temi ambientali (tra cui uno dedicato all’inquinamento e uno dedicato al cambiamento climatico), 4 ai temi sociali (ad esempio quello dedicato alla forza lavoro propria) e 1 alla governance.

Risulta fondamentale, in vista di questi nuovi obblighi e soprattutto nella prospettiva di un’attenzione sempre maggiore nei confronti dei temi della sostenibilità, che le imprese adottino un approccio orientato a misurare e riportare i dati relativi a questi aspetti. Occorre intraprendere fin da ora un percorso nella sostenibilità, per non farsi cogliere impreparati dalla Direttiva e riuscire ad adempiere con successo agli obblighi.