PAGAMENTI DIGITALI IN CRESCITA: PIÙ POS E NUOVE STRATEGIE ANTIEVASIONE

Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato un forte incremento nell’uso dei pagamenti digitali, con un aumento significativo dei terminali POS e delle transazioni cashless. Tra il 2021 e la fine del 2024, il numero di POS attivi è passato da 2,7 milioni a 3,5 milioni, segnando un incremento del 30%. Parallelamente, il valore delle transazioni digitali è cresciuto del 45%, passando da 332 a 481 miliardi di euro, di cui 357 miliardi effettuati attraverso terminali di pagamento fisici o virtuali.

L’obbligo per gli esercenti di dotarsi di POS è stato introdotto per legge, con sanzioni in vigore dal 2022 per chi rifiuta pagamenti elettronici (30 euro di multa più il 4% del valore della transazione). Tuttavia, la crescita dei pagamenti digitali sembra essere stata determinata più dall’innovazione tecnologica e dalle nuove soluzioni offerte dal mercato che dagli incentivi o dalle sanzioni governative. Ad esempio, l’iniziativa del cashback di Stato è stata abbandonata, il tetto all’uso del contante è stato innalzato da 2.000 a 5.000 euro e il credito d’imposta sulle commissioni POS per i piccoli esercenti, che per un anno era stato portato al 100%, è tornato alla soglia base del 30%.

Nonostante l’aumento delle transazioni elettroniche, persistono alcuni problemi strutturali. Innanzitutto, nulla impedisce agli esercenti di accettare pagamenti in contanti senza rilasciare scontrini fiscali, rendendo necessario il rafforzamento dei controlli e delle misure di contrasto all’evasione. Inoltre, il fatto che un pagamento sia effettuato tramite POS non garantisce automaticamente l’emissione dello scontrino fiscale.

Per risolvere queste criticità, a partire da gennaio 2026 sarà introdotto l’obbligo di collegare i terminali POS ai registratori di cassa, in modo da incrociare automaticamente i dati delle transazioni elettroniche con quelli della certificazione fiscale. Questo cambiamento, previsto anche dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mira a ridurre le incongruenze tra gli incassi cashless e gli scontrini effettivamente emessi, rendendo più difficile l’evasione. Secondo la relazione tecnica alla Legge di Bilancio 2025, questa misura potrebbe generare circa 50 milioni di euro di entrate IVA.

Nel frattempo, il mercato sta già evolvendo per adeguarsi alle nuove esigenze. L’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano evidenzia la diffusione crescente degli smart POS, dispositivi basati su Android e non su sistemi operativi proprietari, che offrono una maggiore integrazione con i registratori di cassa. Attualmente, se ne contano circa 500.000 (pari al 14% del totale), mentre i mobile POS hanno raggiunto quota un milione (28% del totale). Parallelamente, stanno emergendo soluzioni ancora più innovative, come le app crittografate che permettono di trasformare gli smartphone in strumenti di pagamento, eliminando la necessità di terminali fisici. Sebbene attualmente siano circa 150.000, queste soluzioni stanno crescendo rapidamente e potrebbero ridurre il mercato dei POS tradizionali.

In conclusione, la digitalizzazione dei pagamenti sta trasformando le abitudini di acquisto degli italiani e le strategie di contrasto all’evasione fiscale. Con l’obbligo di collegamento tra POS e registratori di cassa, il Fisco avrà a disposizione nuovi strumenti per monitorare i flussi di denaro e ridurre le irregolarità fiscali, mentre il mercato continua a innovare con nuove tecnologie per rendere i pagamenti elettronici sempre più efficienti e diffusi.

Dott. Alessio Righetto