CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE

L’istituto del concordato preventivo biennale è un istituto di compliance volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi introdotto dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13.


Quest’istituto prevede la formulazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall’esercizio dell’attività d’impresa o dall’esercizio di arti e professioni ai fini delle imposte dirette e del valore della produzione netta ai fini IRAP.

Non ha nessun effetto invece per l’IVA.
L’Agenzia delle Entrate, quindi, svilupperà la proposta sulla base dell’incrocio delle banche dati a propria disposizione, tra cui quelle relative agli ISA.
L’accettazione della proposta consentirà quindi di stimare in anticipo le imposte sui redditi dovute e l’IRAP e definire per due anni le imposte dovute.
Possono accedere i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA).
La norma non opera alcuna distinzione in funzione della struttura giuridica del soggetto che consegue il reddito, per cui possono avvalersi del concordato tanto soggetti IRPEF, quali imprenditori o lavoratori autonomi individuali, società di persone, quanto soggetti IRES, quali società di capitali, enti commerciali e non commerciali, relativamente ad attività commerciali eventualmente esercitate.


Possono accedere al Concordato Preventivo Biennale coloro che, con riferimento al periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta, non hanno debiti tributari ovvero, prima della scadenza del termine per aderire al Concordato, hanno estinto quelli d’importo complessivamente pari o superiori a 5.000 euro (compresi interessi e sanzioni).


Non possono accedere al Concordato Preventivo Biennale i contribuenti per i quali sussiste anche solo una delle seguenti cause di esclusione:
• mancata presentazione della dichiarazione dei redditi in relazione ad almeno uno dei tre periodi d’imposta precedenti a quelli di applicazione del Concordato;
• condanna per uno dei reati tributari di cui al DLgs. 74/2000 o per i reati di false
comunicazioni sociali, riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di
provenienza illecita, commessi negli ultimi tre periodi di imposta precedenti a quelli di
applicazione del concordato.
I soggetti che hanno aderito alla proposta hanno i seguenti benefici:

– sono esclusi dagli accertamenti di cui all’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, a condizione che, in esito all’attività istruttoria dell’Amministrazione finanziaria, non ricorrano le specifiche cause di decadenza.
– accedono ai benefici premiali specifici del regime ISA.


Complessivamente, il concordato preventivo biennale offre ai contribuenti la possibilità di definire in modo agevole e prevedibile il proprio reddito per un periodo di due anni, riducendo al contempo il rischio di accertamenti fiscali e offrendo vantaggi derivanti dal regime ISA.

Tuttavia, è fondamentale considerare attentamente le condizioni e valutare se tale strumento sia adatto alle esigenze specifiche di ciascun contribuente.